Le aziende che, per motivi precauzionali legati al diffondersi del virus COVID-19 (c.d. Coronavirus), intendono far lavorare da remoto i lavoratori dipendenti, possono ricorrere allo “Smart Working”.
I recenti DPCM hanno introdotto, infatti, alcune semplificazioni volte a favorire l’utilizzo di questo strumento durante l’emergenza sanitaria.
Fulcro dello Smart Working era, prima dell’emergenza, l’accordo scritto tra azienda e lavoratore, in cui venivano regolate le modalità di esecuzione a distanza del lavoro (poteri di controllo e disciplinare del datore, individuazione dei tempi di riposo, diritto alla disconnessione etc..). Tale accordo doveva poi obbligatoriamente essere depositato telematicamente tramite il portale del Ministero del Lavoro.
Ebbene fino al 31 luglio 2020 (salvo proroghe) sarà possibile ricorrere allo Smart Working senza formalizzare per iscritto l’accordo con il lavoratore.